Informazioni pratiche per la comunità USI

Linee guida per valorizzare le differenze di genere nella comunicazione USI

L’uso che facciamo della lingua e di altre forme di comunicazione, come le immagini, ha un impatto sul cambiamento della società. L’USI intende farsi promotrice di una progressiva eliminazione di usi linguistici discriminatori e parallelamente desidera dare maggiore visibilità alla componente femminile della propria comunità accademica. Attraverso l’adozione di una prospettiva di genere nella comunicazione possiamo contribuire a diffondere una cultura contraria alle discriminazioni e capace di valorizzare i nuovi ruoli che donne e uomini svolgono nella società di oggi.

Le linee guida sono formulate sotto forma di “domande aperte”, da tenere presenti nella redazione di testi per la comunicazione interna ed esterna; esse sono suddivise in quattro aspetti, in sinergia tra loro: aspetti “quantitativi” riguardanti la presenza femminile, aspetti morfologici, aspetti semantici, aspetti di comunicazione visiva.

L'auspicio è che tutte le persone coinvolte in attività di comunicazione all’USI possano farvi riferimento. Tenendo sempre in debita considerazione le esigenze di chiarezza dei testi, i destinatari specifici, gli usi dominanti della lingua nell’area italofona svizzera e italiana, le regole della grammatica e, non da ultimo, le conseguenze sull’economia semantica dei testi, invitiamo a tenere in considerazione nel vostro lavoro di comunicazione le seguenti linee guida.

 

Aspetti “quantitativi” riguardanti la presenza femminile

  • Sul tema di cui state scrivendo esistono anche esperte da intervistare o citare?
  • A livello complessivo, la vostra pubblicazione risulta equilibrata dal punto di vista quantitativo, in termini di numero di donne e uomini rappresentati?
  • All’interno dell’articolo o della pagina che scrivete, state presentando informazioni e dati anche differenziati per genere, in modo da valorizzare la componente femminile della nostra università?

 

Aspetti morfologici

  • Gli usi morfologici (riguardanti, prevalentemente, sostantivi e aggettivi al maschile/femminile) in questo testo sono coerenti tra loro (e con altre pubblicazioni USI)?
  • Avete valutato se è possibile adottare soluzioni alternative al maschile inclusivo* (per es. forme impersonali, come “si prega di contattare” invece che “lo studente contatti” o collettive, come “la comunità accademica”)?
  • Avete usato i titoli professionali al femminile se il referente è donna**?
  • Nel caso la pubblicazione si rivolga a un pubblico esterno all’USI, avete valutato le conoscenze effettive dei potenziali destinatari rispetto alla realtà dell’USI?
  • Avete valutato se ci sono ambiguità legate all’uso esclusivo del maschile nel testo, ad esempio si lascia inferire a torto che non esistano donne nel settore considerato?
  • Avete valutato le conseguenze di queste potenziali ambiguità sull’immagine dell’USI?

* È superato ed andrebbe perciò evitato, per quanto possibile, il disclaimer per guide e pubblicazioni per l’uso del maschile inclusivo (ad esempio: “In questo documento l’uso del genere maschile è usato quale forma neutra inclusiva, non discriminatoria, con il solo obiettivo di non appesantire il testo”). Invece dell’uso di termini maschili con valore universale è preferibile optare nei testi per formulazioni inclusive, che mettano in luce la diversità di genere.

** La Sezione di terminologia della Cancelleria federale svizzera gestisce e aggiorna la banca dati Termdat nella quale figurano, tra l’altro, le denominazioni di tutte le professioni con l’equivalente femminile: www.termdat.ch. Se tuttavia la titolare di una carica manifesta espressamente il desiderio di essere designata con il titolo maschile non marcato, ci si adegua alla sua volontà.

 

Aspetti semantici

  • Avete integrato una riflessione di genere nella vostra comunicazione, nelle scelte lessicali e nella stesura del testo?
  • Avete scelto espressioni capaci di dare visibilità e/o inclusione anche alle donne?
  • State evitando di usare metafore, similitudini o simboli che perpetuano stereotipi di genere?
  • In particolare, state mettendo in evidenza che l’USI sta evolvendo positivamente per quanto riguarda la parità di genere e le carriere femminili?
  • State evitando di presentare carriere femminili e parità di genere come qualcosa di eccezionale?

 

Aspetti di comunicazione visiva

Le immagini hanno grande potenza comunicativa: sono infatti in grado di evocare e rinforzare stereotipi, o al contrario di contribuire a scardinare i pregiudizi di genere. È importante quindi innanzitutto fornire indicazioni ai fotografi prima della realizzazione dei servizi e, quindi, selezionare immagini che prendano in considerazione anche la dimensione di genere.

  • State scegliendo immagini che rappresentano anche la componente femminile dell’USI?
  • Le donne raffigurate sono intente a svolgere attività tipiche degli scopi dell’USI in quanto ateneo universitario (studio, ricerca, insegnamento o lavoro – se è il caso, adattate alle specializzazioni delle diverse facoltà) oppure state usando immagini puramente decorative?
  • Testo, immagini e didascalie sono coerenti fra loro (per esempio, se nell’immagine sono presenti anche donne, la didascalia include il genere femminile)?
  • Le immagini evitano di perpetuare stereotipi di genere?
  • Le donne e gli uomini sono rappresentati in modo diversificato e realistico?
  • Avete rappresentato ruoli e modelli professionali e familiari emergenti?
  • Avete rappresentato in modo non idealizzato corpi, persone e situazioni? 

Queste linee guida sono state elaborate a partire dallo studio Genere, linguaggio e comunicazione istituzionale commissionato dall’USI all’Istituto di Argomentazione, linguistica e semiotica (IALS) (prof.ssa Sara Greco e dott.ssa Marta Zampa).

In caso di dubbi e necessità il Servizio pari opportunità e il Servizio comunicazione e media sono a vostra disposizione per una consulenza in fase di ideazione e realizzazione della vostra comunicazione.

Approfondimento:
Guida al pari trattamento linguistico di donna e uomo nei testi ufficiali della Confederazione 

 

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Aggiornato al: 26/09/2017